






Dopo tre settimane ritornerò in Italia, cadendo ai suoi piedi. Ma per adesso voglio cadere ai piedi di tutto quello che aspettavo da anni, da quella musica che mi ha rapito ormai da due anni, da quello stile, da quella vita che ormai amo alla follia. L'unica persona che ho in mente non è una persona, ma la resa astratta di gran parte del mio essere. E non vi sto qui a tediare con tutti quei gruppi di cui già ho parlato abbastanza, di tutti quei chitarrosi con cui ho scattato foto, di tutti i libri di letteratura malinconici e porta iella che ad ogni modo mi attraggono... Per le prossime tre settimane cadrò ai piedi di Londra. E strano caso, questo della vita, che adesso sono ossessionata da una canzone australiana. Proprio bella merda!!!
Il Live Earth sta procedendo ben benino al lavaggio del cervello di ciascun essere umano. Ma ho altro da pensare che a Madonna e compagnia bella. Ho da pensare a vinili, cd, gonne, spille, magliette, esami XD... insomma, stigrancazzi, dopotutto. Nelle prossime tre settimane cadrò ai piedi di Londra.
Buon viaggio a me, a chi parte, a chi non parte... ma soprattutto che sia benedetta Londra.
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beh, su questo orario poco assurdo alla fin fine, perchè comunque ci sono “persone” che fanno veramente le ore piccole XD, devo soltanto dire una cosa: che mi piace troppo soffermarmi sui piccoli particolari della vita, e rendersi conto di tutti i miracoli che sono avvenuti da un anno a questa parte. Immagino la libreria di Frascati in cui il sir Waterfall compera le mille balle blu, immagino chiaccherate sedute sulla panchina della passeggiata dichiarando i propri amori non corrisposti (mono), immagino quel lunedì mattina in partenza per Verona, le chiaccherate sull'album dei Velvet Underground che secondo Eugenio è sopravvalutato, le bevute di Ceres per dimenticare, immagino di obliterare all'infinito il biglietto del treno Verona-Roma insieme a Vincenzo, immagino di ascoltare buona musica anche se ho diciassette anni e anche se certe volte i discorsi dei miei coetanei sono un po' noiosi e non riesco a comprenderli. Poi però salgo in macchina e parte a palla Atmosphere dei Joy Division. Allora sì che mi piace immaginare e ricordare di nuovo tutto. Camminare in silenzio, assaporando di nuovo tutto, tutta la bellezza di questo giugno fantastico, camminare in silenzio. E adesso posso andare a leggere qualche testo di filosofia addormentandomi felice.
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Oggi, sul treno del ritorno per Frascati, entra dentro al treno un uomo. Avrà avuto sulla trentina, capelli lunghi raccolti con una coda, jeans sporchi e giacca sporca, viso sporco. Non ricordo bene i dettagli perchè ero assorta nella visione degli spartiti musicali dei Beatles che avevo appena comprato. Si avvicina e mi dice: Scusi. Mi mostra un foglio. Ecco, il foglio è la parola chiave di tutto questo intervento. Oh no, mi è capitato un sordo, mi dico fra me e me, ancora confusa perchè immaginavo le note al pianoforte di Eleanor Rigby. Poi focalizzo bene il foglio stropicciato. Non c'è scritto niente che ricordi le solite frasi come “sono povero e solo al mondo, aiutatemi.” oppure “vivo in un mondo di silenzio, datemi la vostra voce” oppure “vi regalo qualche cianfrusaglietta e mi regalate un po' dei vostri soldini”. C'era scritto Colleferro. Sembrava, era un prospetto medico, un preventivo con dei numeri, probabilmente il costo di eventuali interventi e ricoveri che erano descritti all'interno del foglio stesso. Istintivamente, e rimembrando la simpatica ragazza che mi aveva voluto rifilare per forza due santini che ho diligentemente buttato, ho fatto cenno con il dito: NO. E lui è risceso dal treno. Ora vi chiedete: che cazzo c'azzecca questo episodio marginale con la mia vita?
Beh, c'azzecca, perchè dopo qualche secondo ho pensato al FOGLIO. Quel foglio che ho tanto sognato, che ho tanto desiderato, quel foglio con caratteri a penna rossa sui cui erano scritte altre cifre, stavolta quelle di un numero cellulare. In modo malsano ho ricollegato tutto al sogno, quel maledetto sogno in cui portavo a termine un mio grande desiderio. Il foglio, in cui era scritto il suo numero, era stato ridotto nel mio inconscio alla mia felicità. Sarebbe stato un progetto per poter continuare, perchè si sa, io nei rapporti sono stata sempre discontinua, perchè ho paura di essere ferita o semplicemente di essere coinvolta troppo. E invece no. Stavolta quel foglio che non sono riuscita ad ottenere, e che fino all'ultimo giorno desideravo poter chiedere, raccimolando quel minimo di coraggio, quel minimo di saper osare in situazioni così delicate, stavolta quel fottutissimo foglio mi insegue nei sogni, portato da pseudo-sordi, lasciato sopra a una scrivania. Perchè sapete, mia sorella scarica musica, e non si ricorda come si chiamano i brani scaricati. Allora se lo scrive in un foglio. Ma io dico: ma non fa prima a questo punto a rinominarli? Dopo tutto Enaudi Ludovico e Ludovico Enaudi non sono la stessa persona?
Beh, forse siamo veramente fatti così. Cerchiamo tutte le allungatoie possibili, adduciamo scusanti che giustifichino le nostre mancanze e debolezze, adoriamo così tanto complicarci la vita da pensare troppo e alla fine da non ottenere il numero di telefono di quel benedetto ragazzo (vabbè, ragazzo è una parola grossa). Perchè diciamo che ci sono tanti fattori da analizzare, tanti ostacoli che alla fine non si possono superare, tante piccole cose che unite diventano un punto gigante da cui è difficile iniziare. E poi magari si ritorna al punto di partenza. Affermando che erano i traguardi prefissati troppo grandi. Quindi caspita, alla fine sono sempre io la causa dei miei stessi mali! La ricerca della felicità attraverso le persone più inaccessibili del mondo! Io non posso ritrovarmi in stazione a vedere se c'è un treno che parte per quella destinazione, io non posso immaginare di fare un viaggio estremo alla ricerca di LUI, perchè non ho avuto il coraggio di poter prolungare la conoscenza!
Tutta colpa di un foglio. Di un maledetto fottutissimo foglio. E mi ci aggrappo a questa vana speranza, di poter sapere un giorno qualcosa di nuovo, tra qualche anno di poterlo ricordare e di tentare finalmente di stabilire un legame duraturo. Perchè io sono fatta così, ho paura di coinvolgermi troppo, lascio tutto alla mente, che mi fa fare viaggi mentali della stessa lunghezza di quello che vorrei fare io in questo istante. E poi si dimentica tutto. Ma io stavolta non ci riesco a dimenticare. Tutto quello che è successo mi ha lasciato troppe cose dentro. Mi sembra di vivere in un continuo scalpitare, in una continua ricerca di conferme, in una competizione infinita in cui alla fine sono io una piccolissima formica, in confronta a tutte le altre persone con cui sicuramente ha stretto legami più profondi. E si ritorna al perchè non voglio superare gli ostacoli, perchè sono bassa, metaforicamente parlando, e gli altri, sono alti e possono saltarle le siepi. Oppure devo ancora trovare un metodo di allenamento “valido”, devo ancora sfoderare il mio salto più alto, e questa volta, potergli dire che non è stato un semplice personaggio di passaggio.
Probabilmente sono destinata ad aspettare per molto tempo, a trovare questa benedetto foglio. Avrei voluto trovare parole più dolci, più sincere, meno rigide per poterti descrivere, ma sei stato tu stesso che non devo lasciarmi andare nelle perversioni. E se sei tu la mia perversione, che cosa devo fare?
Si tratta soltanto di un'attesa, in fondo. Così capirò quanto quel foglio, e tu, sei importante per me. Non riesco neanche a ringraziarti, né a guardarti con odio, per aver lasciato questo vuoto che sembra traboccare del nulla. Forse sono ancora incompleta, completa non lo sarò mai, ma mi lascio tentare da quella indescrivibile idea che solo tu puoi riempire le mie ferite, i miei buchi. Un foglio non avrebbe risolto niente, si sarebbe limitato a coprire il mio reale stato d'animo, ma mi avrebbe dato una sensazione di quiete temporanea. Invece adesso c'è solo il vuoto. A volte non mi fa paura, perchè lo “zittisco” facilmente: sento i Radiohead, leggo Aristotele, mangio gelati XD ... Le sere, a conclusione di una giornata, l'ennesima giornata senza vederti, è più difficile nascondere questo stridio. Ho paura di dimenticarti, come ho fatto con gli altri. Ho paura di dover ragionare di nuovo come gli altri, posso sembrare lunatica, ironica e superficiale. Ma solo con pochissime persone mi apro, e allora mi chiedo quale sia la vera Federica, quella che sogna ad occhi aperti su un foglio ricevuto, o quella che non ci pensa assolutamente a questa brutta storia di ragazzi (mica tanto XD)?
Ho paura di perdere contatto con me. E di conseguenza, anche con te. Io ancora lo sogno questo benedetto foglio, di poter diventare alta e poter saltare anche questo ostacolo passeggero. E allora non penso che sia peccato fermarsi davanti al tabellone delle partenze e cercare il treno che mi possa portare da te. :P
Buonanotte a tutti, e buonanotte ad una persona in particolare.
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Ci sono tante cose da dire. Che è finita la scuola, e ho lasciato andare via una persona speciale. Che c'è stato il concerto degli Who, e lì ho ritrovato una persona speeciale. Che c'è stata una festa di fine anno, che ho passato in preda a lancinanti attacchi di colite. Ma soprattutto, che oggi è il mio compleanno, e che tutto è tornato come prima. Diciassette anni, ancora 365 giorni... e poi la libertà!
Spero vi bastino queste poche righe, perchè io questo periodo di alti e bassi lo voglio liquidare con queste poche parole, e adesso ripartiamo dal presente. Da me e dai miei nuovissimi diciassetteanni.
(e anche degli otto cd che dovrò sentire, porca mignotta!)
certainromance // commenti (4)
Tutta questa giornata è iniziata con un pensiero: -Ho un presentimento.- Come Meredith Grey che un giorno si sveglia, e decide di non andare a lavorare. Perchè? Perchè sente che se quel giorno andasse in ospedale, morirebbe. Poi si scopre che il motivo per cui Meredith (e io) non vogliamo andare al “lavoro” è un altro: faccende amorose. Sempre loro. Meredith non si ricorda più l'ultimo bacio che si è scambiata con il Dottor Stranamore, io... beh, io invece ricordo fin troppo bene quello che è successo un anno fa. Sempre il rifiuto, la paura dell'abbandono, l'estrema dolcezza che improvvisamente si pensa di non poter avere. E' passato un anno, a rincorrere il desiderio di poter essere fredda, o di poter essere coinvolta emotivamente in modo completamente positivo. Perchè una volta che ti metti in gioco, in questa grande scacchiera che è la vita, rischi anche di morire, spiritualmente, in un anno ho sentito la tristezza, la paura, il terrore di essere abbanndonata, poi di nuovo la speranza, il desiderio di rimettermi in gioco, di poter cambiare. Ho pensato che se volevo essere amata dovevo diventare una persona migliore. Poi ho capito che non basta essere migliori. Basta essere se stessi. E affrontare i problemi, saltare gli ostacoli, poter dimostrare la propria esistenza, in un palcoscenico enorme, senza riflettori, senza “dietro le quinte”. E ad affrontare le bombe, in questo caso. Nello stesso giorno in cui Meredith ha il presentimento, si ritrova con una bomba dentro al cuore di un paziente. Io mi ritrovo in quarta ora ad aspettare la lezione di filosofia. Vabbè, che analogia del cazzo, direte voi, sono una megalomane che pensa che filosofia sia nociva quanto una bomba, ma è anche vero che la bomba di Grey's Anatomy. Ergo, sto facendo un ragionamento logico incoerente. Ad ogni modo, io lo ripeto: ho aspettato che passasse. Tutto è passato, il tempo fa passare i presentimenti, i fallimenti, le paure, l'emarginazione. Bisogna soltanto aspettare. Ora ricordo come stavo un anno fa. Alla fine della puntata Meredith ricorda come è stato il suo ultimo bacio. Ora non ho più paura dei presentimenti. Sto aspettando che anche (lui) passi, e oggi non morirò. Almeno Izzie Stevens ne è convinta. XD
Se proprio in questi giorni è morto qualcuno, è morta la Regina. Ma quanto è stato bello il concerto dei Modest Mouse! E quanto è bello il Dio Johnny Marr! Quanto sono belle le Fender! Troppe esclamazioni sto facendo, ma è stata una serata indimenticabile. Grazie a chi l'ha resa così speciale, in primis mia sorella, la meglio amica nostra, che mi accompagna sebbene non conosca una cippalina del suddetto gruppo; e poi l'amico meglio nostro, Sir Waterfall, che sperava tanto in una esibizione dei Modest Mouse in una canzone degli Stone Roses... La speranza è sempre l'ultima a morire, ma credo che gli sia bastato per la sua serata mezza-disco i Charlatans... Dopotutto, era l'unica canzone che sappiamo!! Pessima battuta...
E adesso, signori e signori, inizia di nuovo un certo romanzo... di nuovo, lo ripeto.
Per citare Mamma Marinari...
E infine uscimmo a veder le stelle.
certainromance // commenti (1)
Sto vivendo nel surreale. Non percepisco nessuna emozione, non ho né la facoltà, né la forza di poter odiare, di poter gridare o urlare. Resto in silenzio, osservo gli altri, i loro inspiegabili comportamenti, e non mi vergogno di essere così passiva. Forse sono in attesa della mia personalissima reazione di fronte a tutto. Potrei perdere qualcosa, ma non me ne preoccupo. C'è qualcuno che si sta allontanando, e non mi interessa. Cammino per Roma e sto tranquilla e serena, non sono preoccupata dal futuro, dall'ultima settimana di scuola, dai prossimi tre mesi di meritato riposo (e tanto sono sicuro che tanto riposo non ci sarà, già i compiti delle vacanze ci invadono). Festa della Repubblica italiana fondata sul lavoro, lavoro che mi stranamente mi fa sentire viva. Probabilmente una delle più grandi soddisfazioni della mia vita è proprio lo studio, poi ci sono gli amici più carri, e poi uno strano ottimismo che continua a pervadermi, nonostante i piccoli segnali del prossimo “terremoto”. Ieri quindi sono andata in giro per Roma, avevo bisogno di staccare la spina, di restare con me stessa, di trascorrere quanto tempo voglio tra gli scaffali di una libreria e di uno scaffale di cd musicali. Con la scusa dei 75 euro in buono da spendere alla Feltrinelli, mi allontano da tutto e ritrovo finalmente un po' di pace. Passeggio per Via del Corso, vado alla cassa con le scelte di lettura e di musica più schizofreniche del mondo. Chissà se le cassiere fanno pensieri su quello che compriamo. Sicuro che quella che mi ha guardato con tutta quella roba, e poi con i tre buoni, avrà pensato: ma questa qui è una pazza! Eh sì, perchè non è normale andare alla cassa con le Metamorfosi di Ovidio e con l'ultimo cd dei Radiohead, per non parlare di tutti quei mattoni filosofici che ho intenzione di divorarmi. Sì, magari tra qualche anno peserò 200 kili, ma non sarò mai tanto superficiale quanto te; scusate, sfogo scolastico di persone che ritengono che io sia una persona pesante solo perchè leggo Baudelaire. Ma la felicità di questo periodo è forse proprio data dal fatto che io sia ASSOLUTAMENTE convinta dei miei gusti. Non mi piace Federico Moccia e ne vado fiera. Non ascolto Max Pezzali e ne vado fiera. E 'sti cavoli di quello che pensano gli altri, tanto prima o poi troverò qualcuno che condivida i miei gusti strampalati XD!!
Con questa felicità di non dovermi preccupare di nessuno, compro l'Etica Eudemia di Aristotele, Lettera sulla Tolleranza di John Locke (non è quello di Lost), l'Utopia di Tommaso Moro (scoprendo dopo che c'era già in casa... dovrò cambiarlo), le Metamorfosi di Ovidio. Cd acquistati: It won't be soon before long dei Maroon 5, e un cd GIAPPONESE dei Radiohead (ecco qui tutta la mia schizofrenicità), si chiama Itch. La prossima volta che esco con Chiara (aka la Giapponese) la costringo a farmi la traduzione simultanea di tutto quello che sta scritto nel libretto, non mi scappi :P . Altri acquisti: maglietta a righe grigio verdi da Zara, il solito verde Irlanda Libera; e poi da Accessorize un fermaglio con fiore azzurro, per non parlare della solita collana e braccialetto simil-perle, comprata al reparto bambini. Eh sì, secondo me da Accessorize le cose più belle (e meno costose) stanno proprio al reparto bambini :P. Bene, è ora di tornare alla Stazione Termini. Ho la grandissima idea di farmela tutta a piedi, a fette, con il mezzo di locuzione delle mie gambe. E così mi faccio anche un bel giro panoramico per Roma, Via dei Tritoni, il mitico Burger King XD, Via Ludovisi, l'Hard Rock Cafe, la fontana costruita dal nonno di Rutelli e finalmente il treno. Fortuna mia, il treno è vicino. Sfortuna mia, trattasi del solito Minuetto (sì, il treno piccolissimo di cui parlavo a settembre, quello che ha sì l'aria condizionata ma è come se non esistesse). E finalmente Frascati, con i miei genitori che mi aspettano in macchina. Entro dentro, rientro nel mondo reale. Era stata una giornata troppo bella. L'ennesimo otto e mezzo (sesto, per l'esattezza) che la cara professoressa di Italiano mi ha assegnato per il mio compito che, caspita, tra poco ci rimettevo la cistifellea per scrivere tutte le illuminazioni gautamiane che mi erano venute. E la soddisfazione di andare lì a chiedere alla professoressa: Ma che dovevo fare per prendere 9?? Non me la toglie nessuno. Poi vabbè, tre ore di assoluto buco e cazzeggio a scuola. Poi il giro a Roma, la metropolitana che non era così piena, il posto a sedere sul Minuetto, il panino Marco Polo mangiato durante il viaggio. Era una giornata troppo bella. Mamma dice: Fatti dire da tua sorella che cosa ha fatto, che cosa ha fatto? Che è successo? Indovina che è successo? La macchinetta. Ci avrei scommesso. Fatti dire da tua sorella che cosa ha fatto... E mia sorella: Io non ho vergogna di dirlo a Federica, però è a voi che non voglio più dire niente. Carolina ha un dito gonfio che sembra quello di ET. Mamma e papà che dicono altre cose, che dobbiamo uscire a cena con loro, e mamma che racconta come sono andate le cose: Tua sorella è andata in giro, e ha fatto guidare ad altre persone la macchinetta. Ha esposto a rischi non solo quelle persone, ma anche S., che non ha il patentino. Si sono schiantati contro un muretto, la macchinetta è fatta veramente di plastica, perchè si è staccato completamente il paraurti anteriore e non si riesce a rimettere una ruota. Il carro attrezzi la andrà a prendere soltanto lunedì. Tua sorella non ha detto niente a noi, la prima cosa che ha fatto è stata chiamare un certo Enrico (padre di una sua amica, nda), mica noi, che siamo i suoi genitori... Frequenta brutte compagnie, sarà un danno da migliaia di euro, è un'incapace... e così via. Mamma, ho mal di pancia, non è che hai un moment? Sì, io mi porto tutto appresso. Con la scusa che c'ho le cose mie riesco a scamparmi la cena, in cui di sicuro mia madre mi avrebbe continuato a minacciare (perchè sono la sorella e spalleggio mia sorella, almeno lei pensa.) Io non riesco neanche ad arrabbiarmi con mia sorella, tanto era da un po' che aveva “monopolizzato” l'auto, tanto lo so che sapere il nome della persona che ha guidato la macchina, non mi consente di andare lì da lei e fracassarle il suo pre-adolescente cervello. Tanto so che se comincio a urlare contro mia sorella, la macchina non ritornerà indietro. Resto tranquilla, la sera ancora non realizzo che i giorni successivi non potrò prendere la mia cara macchinetta e andare a scuola, oppure a lezione di pianoforte e chitarra. Ancora non realizzo tutt'ora, mamma dice: Ti rendi conto della gravità della situazione? E che colpa ne ho io? La sera tornano a casa, dopo la cena, e continuano ad urlare contro mia sorella. E mamma che ripete sempre le solite storie, ha stufato, io ho bisogno assoluto di dormire, di chiudermi in dolci sogni in compagnia di chi-so-io, di dimenticare, niente bestemmie, niente parolacce, grido un Cristo! sperando che possa fare silenzio, e invece entra in camera. Probabilmente stavo ancora dormendo, tant'è che comincio a urlare contro a mia madre che finalmente resta ammutolita. Le dico che fa sempre lo stesso errore, parla parla e poi non risolve mai, che così si dimostra una persona debole, eccetera eccetera, ma tanto io non posso dirlo perchè sono una bambina eccetera eccetera, e se fosse una persona forte potrebbe prendere delle decisioni, restare indifferente e non continuare con questa storia, eccetera eccetera. Mi addormento finalmente, sogno il concerto di domenica sera, quello con i Modest Mouse che probabilmente mi dimenticherò, perchè mia sorella era l'unica possibilità di accompagno (coatto, ma era pur sempre un accompagno, cribbio). Sogno che ci vado con la macchinetta e che mi fanno la multa perchè parcheggio in un posto non consentito. Poi sogno la faccia di Johnny Marr, e poi basta, sogno addirittura che suonano Your Kisses Are Wasted on Me. Poi mi sveglio, e inizia una nuova giornata. Giornata noiosa, in cui ancora non mostro alcuna emozione. Sto qui a sentire i Radiohead e i Maroon 5, sperando che tutto passi. Che passi il fatto che stento a mostrare emozioni, che i miei amici mi ignorino, che dopo la scuola mi sentirò di nuovo sola e senza niente da fare, che la mia macchinetta è stata distrutta e che mia sorella passerà un altro periodo del cavolo e dice di voler tornare a credere. Ma la religione non è un jolly, la scuola non durerà per sempre, gli amici stasera non escono, i Radiohead sono il miglior gruppo che esista al momento. Sto aspettando che passi. I'm waiting for it to pass, diceva Patrick Dempsey, ma io il Dottor Stranamore non ce l'ha.
Vabbè, si capisce che sono diventata logorroica, tanto tra qualche giorno passerà di nuovo. Si spera.
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Avarizia
Ho conosciuto un vecchio ricco, ma avaro: avaro a un punto tale che guarda li quatrini ne lo specchio pe' vede raddoppiato er capitale. Allora dice: -- Quelli li do via perché ce faccio la beneficenza; ma questi me li tengo pe' prudenza... -- E li ripone ne la scrivania.
Ira
Lidia, ch'è nevrastenica, è capace che quanno liticamo per un gnente se dà li pugni in testa, espressamente perché lo sa che questo me dispiace. Io je dico: -- Sta' bona, amore mio, che sennò te fai male, core santo... -- Ma lei però fa peggio, infino a tanto che quarcheduno je ne do pur'io.
Accidia
In un giardino, un vagabonno dorme accucciato per terra, arinnicchiato, che manco se distingueno le forme. Passa una guardia: -- Alò! -- dice -- Cammina! -- Quello se smucchia e j'arisponne: -- Bravo! -- Me sveji propio a tempo! M'insognavo che stavo a lavorà ne l'officina!
Sottile omaggio a Eugenio. XD
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Chissà perché, ma di sera mi sento sempre più tranquilla. Nonostante io sappia che ci sono tantissime cose da fare, nonostante io sappia che domani sarà un giorno sfiancante, nonostante io sappia che non lo vedrò, adesso mi sento rilassata, trascinata sopra una nuvola di calma apparente, in attesa del prossimo maremoto. I maremoti possono avere diversa intensità, possono avere diverso grado, ma restano pur sempre delle piccole, percettibili scosse che cambiano singoli aspetti della mia vita. Osare o non osare, scrivere determinate parole, studiare o non studiare, approfondire (H) o non approfondire... Siamo sempre di fronte a certe scelte. Scelte che vogliamo fortemente, scelte che desideriamo, scelte che crediamo possano definitivamente farci stare bene. Rinunciare, accettare qualcosa di nuovo, perdere, acquistare, amare, odiare. Scelte che si fanno in silenzio, o scelte che si fanno urlando. Quando sei alle prese con il primo tipo di scelte, non ti rendi conto, non hai un motivo, dici semplicemente: “Si tratta di un momento...” Ma poi, quando meno te lo aspetti, ecco che esce fuori il motivo per cui si compie quella determinata azione, per cui si dice addio a qualcuno, o per cui si tronca con un gruppo di amici, con una passione. Mi sono sentita terribilmente a disagio stamattina, durante le lezioni. Il Giro d'Italia è stato un ottimo pretesto infatti, per quasi tutti i miei compagni, per non fare lezione. Io non mi identifico più con certi discorsi, con certe questioni... Quello che io prima percepivo come “gentilezza”, affetto, amicizia, ora mi sembra egoismo, cattiveria gratuita, se non odio. Persone che si ritrovano a discutere degli altri... ma perché non pensassero a loro stessi, piuttosto che preoccuparsi dei meriti e non meriti degli altri? Mai avrei pensato che avrei sentito una tale rabbia, un tale disgusto verso alcune persone di cui mi fidavo ciecamente, che avevo sempre amato per la loro semplicità, per il loro modo di vivere sereno, tranquillo. Che anche loro siano state corrotte dalla voglia di crescere e di essere adulti?
Beh, forse questo è un ragionamento troppo contorto (ma io non sono mai stata abbastanza lineare), forse è vero che la scuola logora e porta alla morte se se ne assume troppa. Sì, una specie di droga, forse come l'aspirina, un anestetico, un ammortizzatore della realtà esterna, un edificio di quattro pareti in cui quello che conta sembra essere soltanto avere una media numerica dignitosa. Che schifo, io non voglio credere che la scuola sia soltanto questo. Non voglio essere cinica, non voglio soffermarmi soltanto sui tantissimi, lo devo ammettere, punti negativi della scuola italiana, io voglio credere che il sapere, che l'intelligenza, che la ricerca della verità, l'amore per lo studio, porti a qualcos'altro di ben più nobile, a un patrimonio che non si può esplicare neanche con tutti i cazzo di dieci del mondo. Perchè quando sento i miei amici quando sento un mio compagno dire che “il greco è una lingua inutile” vorrei tanto strangolarlo, perchè quando sento una ragazza che dice “E' da cinque anni che sto in un liceo classico di merda” vorrei chiederle: E chi te lo fa fare di stare qui? Che cazzo ci fai ancora qui, a chiederti a cosa serva studiare? Ecco chi non sopporto. Chi si giustifica con frasi come: “non posso fare di più, tanto quel professore mi odia...” e si ferma a questo, oppure chi constata che le cose fanno schifo, e non fà nulla per cambiarle. Io credo ancora in qualcosa, ho bisogno di credere che quello che faccio, lo faccio soltanto per me stessa, e sicuramente mi servirà nei momenti futuri.
Adesso dovrei cercare delle versioni di Cornelio Nepote, credo di aver scritto abbastanza, giusto per permettere a tutti di sentire la canzoncina dei Maroon 5 XD. Buonanotte a tutti, sia a voi che avete perso le speranze, sia a voi che le mantenete vive, e permettete al mondo di guardare avanti.
p.s. : Anche oggi ho avuto il mio minuto di celebrità: sono stata avvistata durante il Giro d'Italia, ovviamente non facevo la ciclista, ci mancherebbe pure che perdessi i capelli per abuso di sostanze dopanti (stai a vedere che zaga... naaaaaah)
FINE DELIRI.
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Ebbene sì, dopo qualche ora trascorsa tra caricare files musicali, iscrivermi ai servizi per ottenere lo spazio per caricare la traccia un po' trash che tanto adoro... Chi riesce a sentirla mi lasci un commento, perchè a quanto pare il servizio di hosting è un po' lento... Ciò vorrà dire due cose: che o devo trovare un altro sito su cui caricare la canzone, o dovrò scrivere di più, così voi assidui lettori potrete restare più a lungo nella mia pagina e all'improvviso potrete sentire la cara musichetta, alla facciaccia di “quelli/e” che tanto odiano i blog musicanti/musicati/musicosi. Ringraziamenti speciali a Chiara la Giapponese, la mia mangaka preferita Moyoco Anno, e tutti coloro che sentono i miei deliri/interventi istrionici/depressivi/schizofrenici che però a quanto pare tirano... più o meno...
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